Scritto da: Francesco Guida | Social Media Strategist
In breve. Il fringe benefit dell'auto aziendale in uso promiscuo si calcola moltiplicando il costo chilometrico ACI del veicolo per 15.000 km convenzionali e applicando una percentuale che dipende dall'alimentazione: 10% per gli elettrici, 20% per gli ibridi plug-in, 50% per tutti gli altri. Il decreto correttivo Omnibus, oggi ancora in iter parlamentare, aggiunge una maggiorazione del 50% sul valore imponibile per i veicoli che superano il quinto anno dalla prima immatricolazione. Su un'auto diesel media significa circa 1.500 euro in più di base imponibile all'anno, a carico del dipendente.
Se gestisci una flotta o hai due commerciali con l'auto aziendale, questo articolo ti serve per una cosa sola: capire quanto ti costerà tenere i veicoli che hai rispetto a sostituirli. Il calcolo si fa in dieci minuti e il risultato, per la maggior parte dei parchi auto italiani, non è piacevole.
Aggiornamento del 31 agosto 2026. La norma è ora definitiva. Il decreto correttivo Omnibus è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, è diventato il Decreto Legislativo 7 agosto 2026 n. 148, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto ed è in vigore dal 12 agosto 2026. L'articolo è stato aggiornato con il testo definitivo.
1. Cos'è il fringe benefit dell'auto aziendale
Il fringe benefit è il valore economico del vantaggio che un dipendente riceve quando può usare l'auto aziendale anche per scopi personali. Non è un rimborso e non è uno stipendio in più: è un reddito figurativo che concorre a formare il reddito da lavoro dipendente e su cui si pagano IRPEF e contributi previdenziali.
La disciplina è contenuta nell'articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Due precisazioni che eliminano il 90% degli equivoci:
- Il valore non dipende dall'uso reale. Che il dipendente faccia 2.000 chilometri privati o 20.000, il calcolo è forfettario e parte sempre da una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui.
- Riguarda solo l'uso promiscuo. Un'auto assegnata esclusivamente per lavoro, che resta in azienda fuori orario, non genera fringe benefit.
2. Come si calcola il fringe benefit nel 2026
La formula è questa:
Fringe benefit annuo = costo chilometrico ACI × 15.000 km × percentuale di imponibilità
Il costo chilometrico si legge sulle Tabelle ACI, pubblicate ogni anno in Gazzetta Ufficiale. Quelle valide per il 2026 sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025 e si applicano dal 1° gennaio 2026. Attenzione a non sbagliare tabella: l'ACI ne elabora due serie diverse, una per il rimborso chilometrico delle trasferte con auto propria e una specifica per i fringe benefit. Sono numeri diversi.
Le percentuali in vigore
Per i veicoli concessi con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, la Legge di Bilancio 2025 ha sostituito il vecchio criterio basato sulle emissioni di CO2 con uno basato sull'alimentazione:
| Alimentazione del veicolo | Percentuale imponibile |
|---|---|
| Elettrico a batteria (BEV) | 10% |
| Ibrido plug-in (PHEV) | 20% |
| Benzina, diesel, GPL, metano, ibrido non plug-in | 50% |
Il regime transitorio, che riguarda ancora molte flotte
Per i contratti stipulati tra il 30 giugno 2020 e il 31 dicembre 2024 continuano ad applicarsi le vecchie regole, con percentuali legate alle emissioni:
| Emissioni CO2 | Percentuale imponibile |
|---|---|
| fino a 60 g/km | 25% |
| da 61 a 160 g/km | 30% |
| da 161 a 190 g/km | 50% |
| oltre 190 g/km | 60% |
Se la tua flotta è mista, questa è la prima cosa da verificare: sullo stesso piazzale puoi avere due auto quasi identiche tassate in modo completamente diverso, solo per la data del contratto.
La soglia di esenzione
Il valore del fringe benefit resta esente se la somma di tutti i benefit riconosciuti al dipendente nell'anno non supera 1.000 euro, che diventano 2.000 euro per chi ha figli a carico. Il meccanismo però è a scalino, non progressivo: se superi la soglia anche di un solo euro, viene tassato l'intero importo, non solo l'eccedenza. Su un'auto aziendale la soglia si supera quasi sempre, ma il dettaglio conta quando si costruisce il pacchetto retributivo complessivo.
3. La novità che cambia i conti: la maggiorazione del 50% dopo cinque anni
Qui sta il motivo per cui questo articolo è datato luglio 2026 e non gennaio.
Il decreto correttivo Omnibus interviene sull'articolo 51, comma 4 del TUIR e introduce un principio nuovo: non conta più solo cosa guidi, ma da quanto tempo quel veicolo esiste. La maggiorazione del 50% del valore imponibile scatta dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione.
Un esempio concreto, con numeri tondi per capire l'ordine di grandezza. Su un'auto diesel il cui calcolo ACI porta a un fringe benefit annuo di 3.000 euro, la maggiorazione porta il valore a 4.500 euro: 1.500 euro in più di base imponibile su cui si calcolano IRPEF e contributi. Sullo stesso veicolo, se fosse elettrico, la base di partenza sarebbe molto più bassa, perché si applica il 10% invece del 50%.
Il decreto tocca anche altri tre punti che interessano chi gestisce flotte:
- Optional e allestimenti. Gli accessori non valorizzati nelle tabelle ACI finora non venivano tassati. Il correttivo colma il vuoto con una maggiorazione del 5% del valore del fringe benefit, applicabile dal 1° gennaio 2026.
- Riassegnazione del veicolo. Se un'auto già in uso promiscuo viene assegnata a un altro dipendente, il trattamento fiscale collegato al veicolo si conserva: la sola riassegnazione non fa scattare automaticamente il regime più penalizzante.
- Nessun rimborso retroattivo. La norma specifica che non sono previsti rimborsi per eventuali maggiori imposte già versate.
Cosa dice il testo definitivo
L'iter è concluso. Il decreto correttivo è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, dopo il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti, ed è diventato il Decreto Legislativo 7 agosto 2026 n. 148, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto e in vigore dal 12 agosto 2026.
Il testo pubblicato conferma l'impianto anticipato e precisa tre punti operativi rilevanti per chi gestisce una flotta.
La regola dei cinque anni. La verifica riguarda l'età anagrafica del veicolo: se ha meno di cinque anni si applica la tassazione ordinaria, con le percentuali differenziate per alimentazione; se li supera, il valore tassabile aumenta del 50%. Il criterio supera il vincolo della nuova immatricolazione introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.
Gli optional. In presenza di accessori a carico dell'azienda il valore del fringe benefit viene aumentato del 5% forfettario. Dall'importo così determinato si sottrae quanto il dipendente versa di tasca propria, sia per l'auto sia per gli optional, e la differenza è l'imponibile.
La riassegnazione. Il decreto scioglie un dubbio interpretativo che circolava da mesi: se un'auto già in uso promiscuo viene assegnata a un altro dipendente, l'operazione vale come una normale assegnazione e non comporta aggravi fiscali aggiuntivi.
Va segnalato che il provvedimento prevede decorrenze specifiche articolo per articolo, in alcuni casi retroattive: per la posizione della singola azienda è opportuno un confronto con il consulente del lavoro o il commercialista.
Quanti dei tuoi veicoli superano i cinque anni entro dicembre? Mandaci l'elenco della flotta: un consulente RentalSì calcola l'impatto della maggiorazione sui tuoi mezzi e ti prepara il confronto con il rinnovo in noleggio. Analisi gratuita, risposta entro 24 ore.
Richiedi l'analisi della flotta4. Cosa cambia se l'auto è a noleggio a lungo termine
Domanda legittima: il fringe benefit si calcola diversamente se il veicolo non è di proprietà dell'azienda ma a noleggio?
No. Il calcolo per il dipendente resta identico, perché si basa sulle tabelle ACI e sull'alimentazione, non sul titolo con cui l'azienda detiene il mezzo. Quello che cambia è la facilità con cui puoi evitare il problema.
Con una flotta di proprietà, per non subire la maggiorazione devi vendere l'usato e ricomprare: significa gestire il valore residuo, la trattativa, i tempi morti. Con il noleggio a lungo termine il veicolo si sostituisce a scadenza contratto, il rischio sul valore residuo non è tuo e l'anzianità del parco resta strutturalmente sotto i cinque anni. La regola dei cinque anni penalizza chi tiene i mezzi a lungo, e la proprietà è esattamente il modello che spinge a tenerli a lungo.
Il secondo elemento è la deducibilità e la gestione dei costi: con il noleggio hai un canone unico che comprende assicurazione, manutenzione, tasse di possesso e assistenza, quindi un costo prevedibile invece di uscite sparse e imprevedibili. La convenienza reale però va calcolata sul tuo caso: dipende da chilometraggi, durata, alimentazione scelta e composizione della flotta.
5. Il calcolo del punto di pareggio, in cinque passaggi
- Fai l'elenco dei veicoli con anno di prima immatricolazione, alimentazione e data del contratto di assegnazione.
- Separa i contratti ante 2025 da quelli dal 2025 in poi: si applicano due regimi diversi.
- Segna quali veicoli superano i cinque anni entro il 31 dicembre 2026. Sono quelli a rischio maggiorazione.
- Calcola il fringe benefit attuale e quello maggiorato per ciascuno, usando le tabelle ACI 2026.
- Confronta la differenza annua con il delta di canone tra tenere il mezzo e sostituirlo con un veicolo nuovo, meglio se ibrido plug-in o elettrico, dove la percentuale di partenza è 20% o 10% invece di 50%.
Se dal confronto esce che il maggior costo fiscale sui dipendenti avvicina o supera il differenziale di canone, la sostituzione non è una spesa: è un'operazione a somma zero che ti lascia in mano veicoli nuovi, in garanzia e con costi di manutenzione azzerati.
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Articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR (DPR 917/1986)
Legge di Bilancio 2025
Tabelle ACI 2026, Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025
Atto del Governo n. 430 (schema di decreto legislativo correttivo, "decreto Omnibus"), approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 giugno 2026
Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 192 del 22 luglio 2025
Contenuto a scopo informativo. La normativa citata è in corso di definizione: per la gestione fiscale della tua flotta fai riferimento al tuo consulente del lavoro o commercialista.